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Museo della Calzatura - Cav. Lav. Pietro Bertolini



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LA STORIA DEL MUSEO

Negli anni attorno al 1930, il Cav. Lav. Pietro Bertolini, uno dei pionieri dell'industria calzaturiera, cominciava la raccolta di calzature originali, cimeli, riproduzioni, documenti, connessi con il suo tenace lavoro. Era un suo sogno appassionato quello di iniziare un vero e proprio Museo.

Alla sua scomparsa, la collezione venne ospitata presso l'Associazione Industriali di Vigevano, ove, ovviamente, era accessibile a pochi. Per farla conoscere, i pezzi principali venivano esposti presso le periodiche mostre e rassegne calzaturiere, suscitando sempre vivo interesse e numerosi consensi. Fu in una di tali occasioni che il Seno Francesco Soliano, allora Sindaco di Vigevano, suggerì che tutto il materiale venisse ceduto al Comune di Vigevano, il quale sarebbe stato lieto di riceverlo, di custodirlo e di farne un Museo Civico.

I figli dello scomparso, Comm. Benedetto e Comm. Andrea Bertolini, per interessamento dell'Avv. Luigi Ceretti, accolsero di buon grado il suggerimento e, nel novembre 1958, offrirono di donare l'intera collezione alla Città. Il Sindaco di allora, Rag. Piero Piazza, la Giunta ed il Consiglio Comunale, in poche settimane, approvarono !'iniziativa.

Sorse così, alla fine del 1958, il «Civico Museo della Calzatura Cav. Lav. Pietro Bertolini», per il quale il Comune si impegnava a trovare una degna sede, dotandolo di una sovvenzione annua. A reggere la nuova istituzione veniva nominato un Comitato Civico, presieduto dal Sindaco o suo delegato e composto da quattro membri, due designati dall'Amministrazione Comunale e due dalla famiglia Bertalini.

Il 9 dicembre 1958 l'Avv. Luigi Ceretti, membro di questo Comitato, teneva al Rotary Club di Vigevano e Mortara una relazione sulla nascente istituzione, rilevando fra l'altro che essa intendeva «elevare l'attività economica di tutti i giorni a dignità culturale». Il Rotary decideva di appoggiare l'iniziativa e, allo scopo, nominava un Comitato di Patronato (Comm. A. Maderno, Comm. B. Bertolini, Gr. Uff. A. Audisio, Dott. G. Scotti, Avv. Luigi Ceretti), il quale, per prima cosa, faceva stampare un pieghevole illustrato, in più lingue, che distribuiva agli altri Rotary Clubs, allora circa 10.000, sparsi in tutto il mondo.

Contemporaneamente, oltre alla catena dei Rotary Clubs, venivano interessati anche altri enti, come alcuni Musei dell'Unione Sovietica e diverse Organizzazioni Missionarie (particolare contributo hanno dato i Padri Comboniani di Verona).

Fu una vera pioggia di materiale da ogni angolo dei cinque continenti, nei quali si parlò simultaneamente del nascente Museo. Da ogni parte, da Enti e da singole persone, da collezionisti, da operatori economici, da turisti, dai Paesi più lontani, giunsero esemplari rari, antichi e moderni, calzature tipiche, guetas giapponesi, babbuccie arabe, sandali africani, zoccoli olandesi, mocassini indiani, pontofole cinesi, documenti e così via.

Già a metà del 1969 la collezione iniziale si stava grandemente dilatando ed il Comitato Civico pregò il Comm. Guido Borroni di Torino, illustre tecnico e storico della calzatura, perchè sovrintendesse alla classificazione del materiale. Egli accettò di buon grado e, assistito dalla sig.na Graziella Volponi di Vigevano, si dedicò con passione alla paziente opera di cernita e catalogazione. Non solo, si diede pure alla ricerca di nuovi pezzi e di rari documenti ed ottenne infine, dal Ministero della Difesa, la donaziune (marzo 1962) di una notevole serie di calzature militari. Ben meritatamente quindi, nell'ottobre 1972, dalla Giunta Comunale veniva nominato « Conservatore Onorario)} del Museo.

Nonostante questo continuo afflusso di materiale e questo fervore organizzativo, a causa della carenza di mezzi finanziari per anni ed anni il Museo non potè avere una sede definitiva e non potè essere aperto al pubblicò.I diversi pezzi, sistemati in una ventina di bacheche, più volte dovettero essere inscatolati e trasferiti da un luogo all'altro. Tuttavia, per brevi periodi, il Museo potè essere, se non aperto al pubblico, almeno socchiuso a visitatori qualificati che, per ragioni di studio o di lavoro, anche dall'estero, chiedevano insistentemente di visitarlo. In tutti questi anni pervennero anche domande di prestiti e di documentazione, da parte di associazioni professionali, di studenti, di editori, di mostre calzaturiere, anche da oltre oceano. E il Comitato Civico le fronteggiò come meglio potè, mentre la Stampa spesso protestava contro la mancata apertura.

Fu alla fine del 1971 che, finalmente, la Giunta Comunale fu in grado di destinare al Museo una sede definitiva, che è quella attuale. Essa è certamente la più logica, perchè nello stesso palazzo degli altri Civici Musei, ma è anche malauguratamente troppo ristretta.

Ottenuta la sede, il Comitato Civico, presieduto dall'Assessore alla P.I. Cav. Carlo Cervio e composto dall'avv. Luigi Ceretti, dal Dott. Pietro Bertolini, dal Comm. Antonio Ornati e dal Dott. Stefano Invernizzi, pregava il Prof. Mario Bonzanini che sudiasse un progetto di sistemazione.

Questo, pregevole sotto ogni aspetto e soltanto condizionato dalla ristrettezza di spazio, veniva ben presto approvato; per cui rimaneva soltanto il non trascurabile problema di reperire i fondi per la sua realizzazione.

Fu a metà del 1972 che anche quest'ultimo ostacolo fu superato, con l'inserimento dell'iniziativa nelle celebrazioni del Centenario dell'Industria Calzaturiera, promosse d::lII'Associazione Vigevanese Industriali.

In pochi giorni i fondi per la sistemazione del Museo furono subito raccolti, grazie al generoso contributo della stessa Associazione, presieduta dal Comm. Ottorino Bossi, della Cassa di Risparmio di Vigevano, presieduta dal Comm. Rag. Luigi Colombo, del Rotary Club di Vigevano e Mortara, presieduto dal Dott. Edoardo Gregotti e della Famiglia Bertolini. Concorrevano pure la Banca Pop. Vigevano e la Banca Pop. Novara.

Fra settembre e ottobre 1972 il progetto del prof. Bonzanini era realizzato ed il 28 ottobre 1972 il Museo veniva inaugurato. Con breve e solenne cerimonia, trasmessa per televisione, l'Assessore alla P.I. Cav. Carlo Cervio, a nome del Comitato Civico, consegnava il museo al Sindaco di Vigevano, Sig Franco Pozzi, presenti numerose Autorità ed un folto stuolo di invitati.






attualmente il Museo con la denominazione 
"Museo Internazionale della Calzatura" 
ha sede nel Castello di Vigevano 

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