CONFARTIGIANATO LOMELLINA


la storia

La costituzione

Primo Consiglio Direttivo: 23 settembre 1945  (Palazzo del Fronte della Gioventù ex Impero) incontro per la creazione di un’Associazione fra gli Artigiani di vigevano e paesi limitrofi.

Primo presidente è Pietro Airaghi, vicepresidenti Giuseppe Mangano e Luigi Lonati.

Responsabili dei settori:

-         cuoio: Pietro Airaghi, Angelo Cerri e Ernesto Gilardoni

-         - ferro: Giuseppe Colombo Mainini (fabbri), Camillo Marchini (fustellifici), Giuseppe Alitta (maniscalchi), Luigi Zorzoli (meccanici)

-         - legno: Antonio Baldi

-         - sarti e sarte: Edoardo Paludetto, Ernesto Rovida

-         - grafici: Angelo Bricco

 

Prima sede: Ridotto del Teatro Cagnoni

Prima segretaria: Piera Gilardi

Trasferimento sede nel ’46: via Casimiro Ottone (sede attuale)

Nel marzo ’46 inizia la campagna adesioni che porta 897 quote nell’anno.

Prima riunione del Consiglio in data: febbraio 1946.

Nascita: Costituzione ufficiale il 13 maggio 1947 (martedì) dell’Associazione fra gli artigiani di Vigevano con atto notarile.

Presidente: Pietro Airaghi

Vicepresidenti: Guglielmo Graziottin, modellista e Luigi Mercalli, abbigliamento

11 membri del Consiglio Direttivo

Assemblea composta dalla totalità dei soci

Comitato Direttivo di categoria con presidente e due vicepresidenti per ogni gruppo di attività (7).

 

Il panorama

Vigevano lavora anche di notte. Alcune ordinanze comunali vietano attività rumorose dopo le 23 della sera e prima delle 7.30 del mattino.

Nel ’48 Vigevano dava lavoro a 15.000 persone nel settore calzature e solo tremila in tutte le altre attività. In città ci sono 42 parrucchieri e 26 sartorie. Le aziende artigiane della scarpa sono 269 (fra le quali anche quella del presidente Airaghi che in via Goldoni 6 produce scarpe da donna). Ci sono anche 11 fabbriche di guardoli, 9 tacchifici, 6 tomaifici, 10 modellisti, oltre a 19 officine meccaniche.

 

I precedenti

Il calzaturiero aveva già soppiantato il tessile nell’ormai lontano 1907: 1470 addetti affiancati da 8.000 artigiani a domicilio con una produzione totale di 1.100 paia di scarpe al giorno.

Nel 1918 il calzaturifici sono 127.

Nel 1923 i calzaturifici salgono a 265 con 29 fabbriche di articoli per calzature, 20 di cuoi e pellami, 5b di macchine per calzature, 5 tacchifici, 4 fustellifici, 10 scatolifici e 2 modellisti.

Nel 1929 anno della crisi internazionale nasce per la prima volta l’idea del Consorzio. La ripresa degli anni successivi fa tramontare l’idea.

Nel 1935 i calzaturifici sono 203 e i laboratori artigianali (sempre del settore) altri 670. Gli operai totali ben 11.230, di cui 2.314 provenienti da paesi vicini. 

Cenni storici

Oltre a citazioni sparse giä nei secoli XIV e XV di attività legate al cuoio, si parla ufficialmente ed estesamente di attività artigianali nel Libro dei fuochi che censisce nel 1553 ben 1.248 famiglie con circa 6.000 individui. Il censimento vede una netta prevalenza di attività nel settore tessile e laniero (il 26% delle famiglie) mentre solo 29 si occupano di pelle in genere (3 aconza basti e selle, 2 aconza coiro, 7 zavatino, 6 caligaro, 8 cusascarpe, 2 manuale cusire scarpe, 1 mercenario cusire scarpe). L’elenco è completato da 12 sarti, 4 cusitori, 10 muratori e 5 barberi.

Nel 1608 nasce la Confraternita dei calzolai intitolata ai SS. Crispino e Crispiniano.

Nel 1749 gli addetti alla lavorazione delle scarpe sono 52.

Nel 1798 il numero di assottiglia a 44 di cui 12 calzolai, 1 piccolo calzolaio, 24 ciabattini, 1 piccolo ciabattino, 4 zoccolai e 1 negoziante di corami.

Nel 1807 i calzolai con bottega sono 9, due anni dopo 21, 47 nel 1812 con l’impiego totale di 112 addetti nel settore (numero già piuttosto elevato confrontato con gli 80 falegnami e i 33 fabbri presenti in città).

La vera industri della calzatura nascerà solo nel 1866 con i F.lli Pietro e Luigi Bocca.

La storia recente

La storia dell’artigianato vigevanese ricalca in gran parte quella del settore calzaturiero: 870 unità produttive nel 1961 con 21 milioni di paia prodotte all’anno. Di conseguenza nello stesso momento le officine meccano calzaturiere sono 399.

Nel contempo l’Associazione festeggia il primo decennale con sempre presidente Airaghi.

In questa occasione si crea l’Ufficio Legale affidato a 2 professionisti di Milano.

Nel 1961 è nominato presidente Angelo Ferrari già appartenente al gruppo cuoio e calzature che dovrà subito affrontare il gravissimo problema del benzolo al quale sono sottoposti soprattutto gli artigiani del settore.

Il 7 gennaio 1964 scompare il primo presidente Airaghi.

L’11 maggio 1964 l’Associazione entra nella Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato di Roma.

Il 19 febbraio 1967 è inaugurata la nuova sede di via Cairoli sempre a Vigevano in una vecchia abitazione dei marchesi Saporiti. Esce il primo numero di “L’artigiano lomellina” sostituuio più tardi dalla “Voce Artigiana” (1971).

Il 23 dicembre dell’anno precedente si era intanto costituito il Concav (Consorzio Artigiani Calzaturieri Vigevanese) con presidente Giovanni Parea, vicepresidente Piero Motta e altri 18 membri.

Il 14 giugno 1967 è eletto presidente Pierino Fo, sostituito da Giuseppe Pensa il 15 luglio 1968.

Nel febbraio 1970 succede alla carica Giancarlo Neve.

Nuovo cambio della guardia un anno dopo (1971) con ritorno alla carica di presidente di Pierino Fo.

Nel frattempo il calzaturiero inizia la sua fase discendente (dal ’65 al ’71 le unità scendono da 838 a 593).

Nel 1972 è eletto presidente Lino Rognoni.

Nel 1975 si stipula la prima convenzione con lo S.M.A.L. (Servizio di Medicina del Lavoro) e con l’E.N.P.I. per la sicurezza degli impianti.

Iniziano anche i corsi per la conduzione di imprese artigiane.

Nel 1990 nasce il CO-EXPORT ’90 un consorzio per favorire la penetrazione dei calzaturieri e dei produttori di accessori per le calzature nei mercati esteri.

Nel frattempo nasce l’idea di una cittadella dell’Artigianato (con inizio dei lavori il 10 novembre 1983) per realizzare nuovi insediamenti per le imprese artigiane locali.

Nel ’87 si costituisce il Premio alla fedeltà del Lavoro Artigiano su iniziativa del presidente Rognoni.

Nello stesso anno si inaugura la nuova sede di via G. Ottone.

Nell’aprile 1995 è eletto il nuovo presidente Luigi Grechi.

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