01 - LE NOTIZIE STORICHE

  1. Il territorio, la Città ed il suo governo                             2. La storia economica

COMPENDIO DI STORIA DI VIGEVANO

(tratto dalla pubblicazione di Rolando Di Bari – Vigevano e la sua storia)

Preistoria 

Il territorio è poco abitabile, acquitrinoso e con insediamenti possibili solo presso il corso dei fiumi Sesia e Ticino. Le rive del Po sono meno abitabili a causa della capricciosità delle sue acque.I primi uomini, quindi, si insediano  presso i due fiumi indicati su terreni leggermente sopra elevati.I primi ritrovamenti datano tali insediamenti attorno alla fase finale dell’era del bronzo (XII-X secolo a.C.).Dopo alcuni secoli di abbandono, per cause ignote, delle terre lomellina, la popolazione riprende il proprio insediamento verso i sec. VII-VI a.C. nei quali si formano i primi villaggi stabili.E’ nel secolo successivo (il IV a.C.) che popolazioni provenienti dalla Gallia superano le Alpi e fondano nuovi villaggi stabili in Lomellina. Capo delle tribù barbariche è Belloveso al quale la tradizione attribuisce anche lo fondazione di Milano.

Epoca romana

Anche i Romani fanno la loro apparizione su queste terre: nell’anno 222 a.C. sconfiggono le armate gallo-italiche a Castidium (l’attuale Casteggio) e lasciano i primi insediamenti di natura militare (emporii) costruendo nuove strade di comunicazione presso le quali erigere gli accampamenti destinati ai militari stessi. Lentamente i soldato romani si amalgamo con le popolazioni locali e si organizzano in insediamenti più strutturati, i castra. Nel corso di due secoli l’amalgamazione fra romani, celti e italici è completata.All’interno delle castra si formano le mutationes cioè stazioni intermedie dove i viaggiatori si riposano e possono rifocillarsi e le mansio vale a dire stazioni di maggiori dimensioni.

In particolare la Lomellina (denominata Alliana nella settore centrale e Cottuta nella parte nord occidentale) era attraversata da diverse strade che univano Ticinum (poi Papia e poi ancora Pavia) a Vercelli e Torino, quindi alle Gallie. Ungo queste direttrici erano situate la mutatio di Dorno e la mastio di Lomello.

L’abitato dell’attuale Vigevano trova i primi insediamenti, sicuramente provati, in epoca longobarda con un nome di chiare origini germaniche cioè Vicogebuin o Vicogeboin. Il borgo non era dislocato lungo le grandi direttrici di comunicazione e resta, quindi, per parecchio tempo un sito di poche abitazioni e fuori dallo sviluppo di latri centri come appunto Lomello e Dorno.

 

I Longobardi 

Già dal II secolo d.C. i Longobardo avevano iniziato a violare i confini naturali della Penisola soprattutto al Nord invadendo le terre agricole e non trovando resistenza nella povera popolazione locale. Ciò aveva portato ad una nuova riduzione della popolazione.

Nel 568 , provenendo dalla Pannonia, (pressappoco l’attuale Ungheria) i Longobardi arrivano a Pavia che conquistano dopo ben 3 anni di assedio e si stabiliscono anche a Lomello, divenuta la seconda città del loro regno settentrionale che durerà ben 206 anni. 

I Franchi

Nel 753 i Franchi sconfiggono i Longobardi nella battaglia di Pulchra Silva (Mortara dall’occasione cioè Mortis Ara o Ara dei Morti). Al Nuovo Stato fu dato il nome di Sacro Romano Impero. L’importanza di Lomello decade. Pavia è riconfermata capitale anche dai Franchi. Inizia l’ascesa di Milano.

Vicogebuin

La prima citazione è di un documento dell’816 in cui appare con il nome Vicogena. Un documento successivo del 963 riporta, invece, la dizioni più frequente di Vicogebuin che avrà alcune varianti in successivi documenti come Vicogeboin, Vicogebuin, Vicgeuin. In ogni caso il documento citato è custodito nell’archivio Capitolare di Novara e tratta la permuta di alcuni terreni di un certo Grauso, arciprete nella chiesa di S. Pietro di Vico Masingo (l’attuale S. Pietro in Mosezzo presso Novara) e custode della basilica di S. Ambrogio in Vicogebuin. Nel documento si parla di un borgo in posizione sovrastante la piana alluvionale del Ticino per il quale si possono presupporre le caratteristiche di un Castrum cioè di un borgo fortificato dedito all’agricoltura potendosi avvalere di una ricchezza non comune di acque. Lungo i sentieri che lo collegavano agli altri borghi sorgevano altri piccoli centri abitati con una loro piccola chiesa ed un’osteria.

 Feudi e feudatari

 Il coinvolgimento del territorio di Vigevano avviene quando l’imperatore Corrado il Salico, venuto in Italia per essere coronato re, non è riconosciuto dai pavesi che sono invasi, unitamente alla Lomellina dalle soldataglie germaniche. Siamo ai primi  anni dell’XI secolo e il piccolo borgo di Vicogebuin è ininterrottamente condizionato dalle beghe delle investiture feudali.

Nel 1065 Vigevano con diploma di Enrico IV è dichiarata libera da ogni pretesa feudale (di Pavia e Milano). Inizia la parabola scendente del borgo che lo porterà a diventare l’insediamento più importante dell’intera Lomellina.

Nel 1099 lo storico Simone del Pozzo cita che il vigevanese Oberto Biffignandi era tornato carico di gloria dalla Prima Crociata: Vigevano era quindi in grado di armare un proprio esercito.

Qualche anno più tardi (anche se non si sono trovati documenti ufficiali che ne attestano una data sicura) Vigevano diventerà Libero Comune.

Il Barbarossa

 Nell’era del Barbarossa Vigevano viene a trovarsi in mezzo alle dispute fra Pavia e Milano. I vigevanese si schierano con i pavesi e spesso nelle battaglie fra i due eserciti lasciano molti uomini sul terreno.

Nel 1157 le truppe pavesi in ritirata si rifugiano nel castello di Vigevano. Sono sconfitte e la Rocca è incendiata.

IL Barbarossa torna in Italia nel 1158, distrugge e dopo vari tentativi Milano. Vigevano non si schiera e l’imperatore si fa costruire una casa di caccia in località Predalate. Il 24 maggio 1164 rilascia alla famiglia Biffignandi la concessione esclusiva di estrazione dell’oro dalle acque del Ticino.

La rivolta dei Comuni Lombardi e la nascita della loro Lega vede Vigevano partecipare al loro esercito con un centinaio di uomini e, quindi, far parte dei vincitori.

Vigevano continua nella sua alternanza fra Milano e Pavia. Il 24 agosto 1198 Vigevano è nominata dal console di Pavia , Beltramo Cristiani, borgo della città di Pavia con la anonima contemporanea di consoli e consiglieri del comune vigevanese che, però, resta ugualmente nella sfera di Milano.

In particolare Milano è interessata a mantenere il ponte sul Ticino che unisce la città con il Monferrato. Il ponte è distrutto dai pavesi nell’anno 1200 e ricostruito dai milanesi un anno dopo.

Gli anni successivi

 Nel 1219 Federico II  riconferma il possesso di Vigevano da parte dei pavesi. Il Comune disattende le disposizioni imperiali e il 20 ottobre dello stesso anno Federico dichiara di prendere sotto la sua protezione il Castello e il borgo di Vigevano. Il 23 novembre 1220 l’imperatore rinnega le precedenti concessioni e rinnova l’ingiunzione di distruggere il ponte.

Alcuni anni più tardi Vigevano aderisce alla Seconda Lega dei Comuni Lombardi. Nella battaglia di Cortenova del 27 novembre 1238 la Lega fu sconfitta . Vigevano passò definitivamente sotto Pavia e il ponte fu distrutto.

La Chiesa vigevanese

La Chiesa vigevanese era sempre stata sotto la giurisdizione dell’episcopato di Novara (ciò continuerà fino al 1530).

Ritornando indietro nei secoli, il borgo aveva una sua chiesa all’interno della fortificazione e piccole chiese al suo esterno (S. Vittore, Sirpi, Preducla, ecc.). Si ipotizza all’inizio del XIV secolo l’erezione di un primo duomo dedicato a S. Ambrogio a continuazione di una chiesa con lo stesso nome all’interno del borgo. 

I Torriani

 A Milano si instaura la dinastia della famiglia Della Torre. Nel 1267 il loro esercito ricostruisce il ponte sul Ticino ed il 10 giugno dello stesso anno entrano in Vigevano. Fra Milano e Pavia si addiviene ad un accordo che ritorna il borgo a Pavia. Il 14 febbraio dell’anno successivo i giovani vigevanese annienta la guarnigione pavese in Castello e ritorna sotto la protezione dei Della Torre che durerà fino al 1310.

Le guerre fra Milano e Pavia continuano negli anni successivi.

Nel 1278 Vigevano passa sotto il controllo della Marca Monferrina.

La cinta fortificata

La svolta principale per l’evoluzione di Vigevano avviene nel 1319 quando Luchino Visconti è nominato podestà del libero Comune di Vigevano. Dopo un breve passaggio sotto il comando del novarese Calcino Tornelli, Vigevano ritorna sotto i Visconti (Giovanni) nel 1332.

Luchino Visconti

E’ podestà di Vigevano nel 1319e una seconda volta dal 1337 alla sua morte per avvelenamento il 24 gennaio 1349 (mandante era stata la moglie Isabella Fieschi stanca delle sue avventure extra coniugali!). A lui si devono soprattutto le nuove costruzioni di fortezze e cine fortificate , la Rocca Nuova e la strada coperta del Castello. Il progetto sarà ripreso dopo oltre un secolo da Ludovico il Moro. In realtà nel 1345 Luchino aveva acquistato vecchi edifici all’interno del Castello vecchio per abbatterli e fare costruire il nuovo Castello.

Vigevano passa al Monferrato

Avviene nel 1356 dopo la sconfitta dei Visconti ad opera dei Paleologo. Il dominio dei Paleologo con Giovanni II del Monferrato resterà fino al 1359 dopo la conquista di Pavia da parte di un’armata dei Visconti condotta da Luchino Dal Verme. 

Vigevano ritorna ai Visconti

 Vigevano riprende il suo sviluppo e la costruzione di nuovi edifici in stile gotico (la chiesa di S. Pietro Martire 1363 unitamente ad altre costruzioni simili in altre località nello stesso periodo).

Si succedono al comando della città Galeazzo II e Bernabò Visconti che spendono parecchio tempo ed energie in guerre con gli Stati vicini dalle quali, però, Vigevano è esclusa.

Si narra anche che i due fratelli fossero dispotici e particolarmente crudeli (Bernabò faceva sbranare i popolani rivoltosi da cani feroci che teneva in numero di ben 5.000 in un’apposita casa a Vigevano denominata casa dei cani).

Nel 1381 Giangaleazzo, figlio di Galeazzo II cede Vigevano alla madre Bianca di Savoia. Bianca esercita il suo potere per sei anni lasciando ampio spazio al Consiglio Comunale. Istituisce una scuola pubblica, stabilisce regole per il mercato cittadino (1381), ordina lavori di restauro al Castello (1382),, lancia il primo censimenti della popolazione. Muore nel 1387.

La segue il figlio Giangaleazzo che continua l’opera della madre: permesso agli ebrei di risiedere nel territorio e praticare l’usura, dono al Comune del porto sul Ticino e relativo dazio, nuovo censimento, nuove imposte per finanziare le continue guerre esterne, il decreto che obbliga i falsificatori di atti pubblici di girare in città con un cappello in testa mentre un boia li frusta, nel 1392-93 promulga gli Statuti con le regole della vita cittadina (è il precursore del passaggio effettivo a città che avverrà solo 138 anni più tardi!) e svincolano Vigevano dall’appartenenza al contado di Pavia.

Fra la fine del XIV e l’inizio del XV secolo a Vigevano fioriscono nuove costruzioni ecclesiali: conventi, chiese, ospedali, orfanotrofio e altri ancora.

Le vicende successive dei Visconti, particolarmente complesse, non interessano direttamente Vigevano.

Negli ultimi anni del dominio dei Visconti la comunità si era riappropriata del Castello e delle fortificazioni ed aveva iniziato i lavori di scavo del Naviglio di Vigevano (Successivamente chiamato Naviglio Sforzesco), l’ampliamento delle chiese di S, Pietro Martire e di S. Francesco. Nel 1455 arrivava in città Giovanni Francesco Carreri domenicano mantovano popi proclamato beato e attualmente patrono della città.

Il 4 ottobre 1448 Vigevano firma un patto di alleanza difensiva con la Repubblica Ambrosiana (ne è artefice Pier Candido Decembrio al quale è oggi dedicata una via della città).

La dominazione degli Sforza

 Nel 1449 gli Sforza passano il Ticino e si accampano presso Vigevano. Francesco Sforza e il Colleoni attaccano la città. Dopo ben otto assalti (l’ultimo era stato respinto da un manipolo di donne comandate da Camilla Rodolfi (alla quale è dedicata una via della città) sono costretti alla ritirata. La battaglia era durata otto ore.

La città chiede la resa a condizioni. Gli Sforza entrano nel borgo accolti come alleati non vincitori. I guasti provocati dalla battaglia furono presto riparati e si da’ inizio alla costruzione del maschio per preparare la cittadina in residenza ducale. La corte locale diventa luogo di ritrovo di artisti e scienziati con un notevole arricchimento intellettuale.Si iniziano le prime coltivazioni di riso.

A Francesco Sforza succede Galeazzo Maria che fa creare un collegamento riservato ai nobili per passare dal maschio alla chiesa di S. Pietro Martire. E’ anche l’epoca del frate Carreri (v. sopra) che sarà nominato beato da Papa Leone X nel 1518.

Nel frattempo il borgo si trasforma in residenza signorile e molti agglomerati esterni sono conglobati nel borgo stesso. La corte passa la maggior parte del tempo a Vigevano in pieno ozio con feste e ricevimenti, tornei, incontri con dotti, poeti e scienziati.

Le concessioni a favore della città si moltiplicano: concessione d’uso delle acque del Naviglio, la costruzione di una strada verso il porto del Ticino (1480), la derivazione a scopo irriguo delle acque del Sesia (1481), la possibilità di cacciare i lupi (1482), la possibilità di alzare il rivellino d’ingresso del Castello e di dotarlo di campane, l’esenzione dalle tasse di importazione del grano (1483), esenzione totale dalle tasse per i lanieri (1488).

Nel 1490 si inizia una trattativa con il Pontefice (Alessandro VI) per la costituzione di una diocesi della città.

Ludovico il Moro crea la cascina modello eretta nel territorio di una tenuta ducale a sud della città , l’attuale Sforzesca. Il complesso è iniziato nel 1486. Nel 1494 la tenuta ha un’estensione di ben 858 ettari. Nel 1497 il duca la donò alla moglie Beatrice d’Este che, però, morì di parto. La tenuta venne così donata ai domenicani di S. Maria delle Grazie a Milano dove Beatrice fu sepolta. La tenuta arriverà alla sua massima espansione nell’Ottocento con 1.600 ettari, la costruzione della villa padronale e della chiesa di S. Antonio Abate si disegno dell’architetto Giacomo Moraglia.

Sotto il comando di Ludovico il Moro si ebbero anche importanti interventi costruttivi nel Castello e nelle sue fortificazioni: si costruiscono e rinforzano i terraggi, la cintura muraria esterna, una nuova rocca, .e altri ancora.

Altra opera ad imperitura memoria del Moro fu la costruzione della Piazza Ducale con l’abbattimento di molte abitazioni che si affacciavano su una larga via già nota come quartiere dei mercanti. Nel periodo erano presenti in loco grandi artisti come Donato Bramante e Leonardo da Vinci, anche se non esistono sicure testimonianze del loro intervento diretto per la costruzione della Piazza. Siamo in pieno Rinascimento.

Nel 1499 il Moro abbandona Vigevano e Taddeo da Bergamo consegna la città alle truppe francesi guidate da Giangiacomo Trivulzio (una via gli è ancora dedicata in città). Il 3 novembre dello stesso anno il Trivulzio entra in Vigevano come governatore del ducato e marchese della città. Lo stesso 11 novembre nella stessa Vigevano Luigi XII di Francia proclama il nuovo ducato di Milano. La proclamazione era avvenuta proprio nella città che aveva dato i natali al Moro.

Nella vita del Moro c’è ancora un tentativo di riappropriarsi del ducato di Milano fallito. Il Moro è fatto prigioniero e trasferito in Francia dove morirà nel Castello di Loches il 27 maggio 1508.

Nel frattempo a Vigevano il Trivulzio aveva avviato la fabbrica degli arazzi e nuove attività commerciali e produttive.

Nel 1507 anche a Vigevano arriva la peste che farà un migliaio di vittime.Le vicende belliche continuano e si crea un’alleanza fra gli Sforza, gli svizzeri e le truppe imperiali.

Questa nuova compagine riconquista il ducato di Milano e il cardinale svizzero Matthaeus Schiner è nominato marchese di Vigevano nel 1512. Le truppe svizzere saranno nuovamente sconfitte nel 1515 dai francesi nella battaglia di Marignano (l’attuale Melegnano) riconquistando il ducato di Milano. Il marchesato di Vigevano ritorna al Trivulzio che vi resterà fino alla sua morte nel 1518. Il cardinale Schiner aveva lasciato la città per Roma dove morirà nel 1522.

I francesi alleati agli svizzeri sono sconfitti dalle truppe spagnole (27 aprile 1522 battaglia di Colonna). Gli spagnoli si insediano a Vigevano con il potere nelle mani di don Alfonso d’Avalos (via dedicata in città)(nel frattempo un’altra epidemia di peste , aprile- agosto 1524 aveva fatto solo a Vigevano ben 15.000 vittime).

A Vigevano si susseguirono fatti sanguinosi come l’eccidio di 300 persone ad opera degli spagnoli a causa di tumulti creati da nuove, pesanti imposizioni nel 1526.

In questo periodo si assiste alla nascita di una diocesi cittadina (primo vescovo sarà il pavese Galeazzo Pietra). Francesco II Sforza, alleato degli spagnoli, aveva nuovamente acquisito nel ducato di Milano la nostra città. Alla sua morte a soli 40 anni e senza eredi, Vigevano diventa definitivamente una colonia spagnola.

Nel frattempo nella città erano sorte le prime industrie tessili che si affiancavano alle antiche attività della lavorazione della lana e a quella della canapa. Il riso, la cui coltivazione era iniziata nel 1470 per volere di Giangaleazzo Sforza nelle sue tenute di Villanova di Cassolnovo, già 10 anni dopo era in grado di far fronte al fabbisogno dell’intero ducato di Milano e ad una nascente esportazione.

Vigevano assumeva, poi, il 2 febbraio 1532 il titolo di “contado” cui facevano capo Gambolate (Gambolò), Cillavenia (Cilavegna), Gravalona (Gravellona), Nicorvo, Rodobio (Robbio), Palestro, Conflentia (Confienza), Vinzallo (Vinzaglio), Turrione (Torrione fraz. di Vinzaglio), Villanova, Cassoloveteri e novo (Cassolvecchio e Cassolnovo).

E’ anche l’epoca dei primi vescovi della città la cui storia è molto ben descritta nella storia della diocesi (vedi documento). La storia vigevanese di fine XVI secolo è intrisa di accadimenti legati al clero (la gestione del monastero nel 1537 di S. Pietro Martire da parte di Micheli Ghisleri poi papa Pio V ed ancora più tardi santo, fondazione dell’Ospedale del SS. Sacramento nel 1566).

Altri accadimenti di rilievo del periodo furono la peste del 1630, l’invasione delle truppe francesi nel 1645 al termine della guerra dei Trent’anni, la riconquista spagnola del 1646.

Il 1700

Alla morte di Carlo II di Spagna che non aveva eredi, i francesi riconquistano Vigevano. Ma già pochi anni più tardi (nel 1706) Vigevano passa agli Austriaci. Occorre arrivare fino al 1748 perché l’imperatrice d’Austria Maria Teresa faccia dono del territorio di Vigevano al Piemonte sotto l’amministrazione di Carlo Emanuele III di Savoia. Evento significativo legato all’amministrazione austriaca era stato il catasto generale dello Stato (a Vigevano era stato completato nel 1739).

Alla fine del secolo, dopo le conquiste napoleoniche, anche Vigevano passa al nuovo padrone nel 1797 entrando a far parte del Dipartimento del Sesia (nel 1800 entrerà nel Dipartimento dell’Agogna). Poco dopo, il 9 febbraio 1801, è proclamata la Repubblica Cisalpina che, ampliata con il tortonese, il 25 gennaio 1802 prenderà il nome di Repubblica Italiana. Vigevano contava 11.00 abitanti, era sede di una viceprefettura, di una Camera di Commercio (istituita il 26 agosto 1802) e di un tribunale di Prima Istanza. 

Il ritorno dei Savoia 

Con la pace di Vienna, la Francia perde il possesso della Lomellina e di Vigevano che tornano ai Savoia.

Nel 1816 in città è istituita la leva obbligatoria, venne completata la costruzione delle carceri, fu inoltre istituita la Provincia di Lomellina (comprendente anche Vigevano). La diocesi raggruppa tutte le parrocchie fra il Ticino e il Sesia.

Nel 1836 sorge il primo stabilimento cittadino, il cotonificio Corsiglia e Figari. Nel 1839 sorge il Convitti Saporiti.

Come facente parte del Regno sabaudo la città partecipa a tutti gli eventi bellici delle Guerre di Indipendenza (l’armistizio del 5 agosto 1848 conseguente alla sconfitta di Custoza delle truppe sabaude contro gli austriaci è firmato a Vigevano).

Nel 1855 ha inizio la costruzione della linea ferroviaria Vigevano .- Mortara, nel 1857 nasce la locale Cassa di Risparmio.

Nel 1859 Vigevano è nel mezzo delle operazioni belliche della II Guerra di Indipendenza.

Nel 1870 Vincenzo Roncalli fonda l’omonimo Istituto Arti e Mestieri, nel 1872 nasce la seconda banca cittadina ; la Popolare di Vigevano.

Il 1900

Alla vigilia della I Guerra mondiale Vigevano ha 20.000 abitanti e riscuote molto successo nel mondo della produzione calzaturiera (nel 1906 era stata costruita una centrale elettrica, nel 1908 si realizza l’Istituto Neurone, nel 1907 il pubblico macello e le scuole Margherita, nel 1911 il nuovo Ospedale Civile).

Il fascismo 

Dopo l’epidemia della spagnola che aveva fatto centinaia di vittime in città, a Mortara nel 1920 fu creato il primo “fascio di combattimento”, a Vigevano poco dopo con sede in una pasticceria del centro con a capo Gaspare Omodeo, un reduce della guerra.

All’indomani della marcia su Roma, l’Amministrazione comunale di orientamento a sinistra, è sciolta e sostituita da elementi indipendenti e filofascisti (leader provinciale del movimento fascista è il tristemente noto Cesare Forni).

La vita della città nel ventennio fascista fu meno dura che da altre parti grazie al maggiore interesse per la nascente industria meccano-calzaturiera e il successo di quella calzaturiera. Grande importanza aveva assunto la “Settimana Vigevanese, delle calzature e affini” dal 1931 promossa dallo storico Alessandro Colombo, dal presidente della Pro Vigevano Giuseppe Ubezio, l’industriale Pietro Bertolini e monsignor Carlo Dell’Orbo. Nel 1937 la manifestazione assumerà il nome di “Mostra Mercati Nazionale delle calzature”.

La II Guerra mondiale

La guerra fa la sua prima apparizione con un bombardamento a Cassolnovo la notte fra il 26 e il 27 agosto 1940.

Si ricordano, poi, gli episodi della fucilazione di un ignaro impiegato comunale (Giovanni Leone) a seguito dell’uccisione di una camicia nera, della deportazione e successiva morte di Anna Botto insegnante, il bombardamento del ponte sul Ticino nell’ottobre 1944, l’attacco ad un convoglio blindato tedesco il 27 aprile 1945. Anche se la guerra era terminata il 25 aprile 1945, a Vigevano la vera fine del conflitto è solo del 1 maggio successivo quando in città entra il primo convoglio alleato.

Siamo nel dopoguerra: primo sindaco è Giovanni Garberini al quale, dopo le elezioni del 1946, succede il comunista Attilio Bonomi.

Nel 1952 è ratificato il carattere internazionale della Mostra delle calzature.

Il resto è affidato alla cronaca degli ultimi 50 anni della città alla quale si rinvia (vedi Cronaca).




da "Vigevano nelTempo"




STORIA DI PODESTA' E SINDACI

Prime notizie:

1221: (lettere dell’11 e 13 gennaio) podestà di Vigevano Peracio Marcellino, milanese.

Periodo dei podestà 1221-1776

Marcellino Peracio                  1221

Rodolfo della Croce               1227

..lacuna fino al                        1375

Petri de’ Octabollis                1376

Galeazzo de’ Berettonis         1377

Giovanni de’ Formengranis   1378

Stefano de’ Formengranis      1378

Cristoforo de’ Pandulis          1379

Giovanni de’ Pelizzaris          1380

Bartolomeo de’ Madio           1381

..lacuna fino al                        1408

Conte di Biandrate                1409

Giacomo de’ Poma                1410

Conte di Biandrate                1411

Giaocomo deè Barbavaris      1411

Cristoforo de’ Mondollis       1412

Ambrogio de’ Remollis          1413

Alessandro de’Paranin           1414

Antonio de’ Iuntratis             1416

Conradolli de’ Stanghis         1416

Lorenzo de’ Longis                1420

Ardengo de’ Folpetris                       1422

Cristoforo de’ Passini            1426

Tomaso de’ Gonalis               1427

Ardengo de’ Folpetrini          1428

Lorenzo de’ Longis                1429

Ruffini (cugini)                      1430

Giacomo de’ Bastici              1431

Ruffini (cugini)                      1432

Giacomo de’ Bastici              1433

Beltramini de’ Ferrarsi           1433

Bassiani de’ Moscardis          1434

Giovanni de’ Pettra                1434

Lazzaro de’ Collis                  1435

Giovanni de’ Pettra                1435

Bassiani de’ Moscardis          1435

Francesco de’ Bertonis          1435

Antonio de’ Biffignandi        1436

Francesco de’ Madjis             1436

Giovanni de’ Bellasi              1436

Giovanni de’ Trovamalis        1436

Pietro de’ Trovamalis             1437

Giovanni de’ Ylarchis            1440

Lorenzo de’ Trovamalis         1440

Lazzaro de’ Collis                  1440

..lacuna fino al                       1448

Giovanni de’ Prochis             1449

Tomaso de’ Ghiglinis             1451

Leone de’ Camerino              1452

Abramo de’ Ardicis               1455

Evangelista de’ Linoa                        1456

Paolo de’ Braschis                 1456

Ettore Montemerlo                 1458

Giovanni Pietro de’ Glussiano           1461

Giovanni Pagnani                   1463

Filippo de’ Aliprandis            1463

Giovanni de’ Montezollo       1463

Scazoli de’ Anfossi                1466

Sonzoti de’ Anfossi               1466

Bonaventura de’ Azayno       1470

Ventura de’ Mayno                1472

Bonaventura de’ Azayno       1473

..lacuna fino al                        1486

Francesco de’ Pandulfis         1486

Cristoforo de’ Longis            1489

…lacuna fino al                      1496

Giorgio de’ Rizi                     1497

Francesco de’ Lazzaronibus   1498

..lacuna fino al                        1517

Teodoro de’ Borgorotti          1517

Giovanni de’ Guttoni             1517

Polidori de’ Belinzaghi          1518

Raffaelis de’ Vastamilis         1519

Lino de’ Ghirardis                 1519

Giovanni Francesco de’ Bottis          1520

Lorenzo de’ Simbaldis           1520

Giovanni Francesco de’ Bottis          1521

Giovanni Valori                     1522

Nicola de’ Barcollinis            1523

Raffaelis de’ Vastamilis         1524

Benedetto Aliprandi              1526

Raffaelis de’ Vastamilis         1526

Francesco de’ Candi              1527

Benedetto Aliprandi              1527

Angelo Maria Parona             1529

Pietro de’ Cochis                   1529

Francesco Bosii                      1529

Battista de’ Nebie                  1529

Angelo Maria Parona             1529

Matteo de’ Aldricci               1529

Fabrizio de’ Vastamilis          1529

Giovanni Pisonibus                1530

Angelo Maria Parona             1530

Giovanni Pisonibus                1531

Giovanni Passorelli                1532

Giacomo Passerotis                1534

Domenicus Bonifortus de’ Petra       1534

Francesco de’ Lande              1535

Giovanni della Porta              1536

Alesando Biragis                    1536

Francesco Balduini                1538

Angelo Galimberti                 1538

Giulio Galimberti                   1538

Tomaso de’ Petra                   1539

Giuseppe de’ Cavenzago       1540

Andrea de’ Zerbis                  1541

Francesco Balduini                1542

Francesco de’ Cande             1543

Onorato de’ Dragonis                        1543

Pietro Ambrogio Toscani       1543

Andrea de’ Zerbis                  1546

Nicolai de’ Siner                    1546

Alessandro Ongaretti             1546

Angelo Maria Parona             1546

Nicolai de’ Barchiolis            1547

Bartolomeo de’ Albonesio     1547

Gerolamo Tonsi                      1547

Francesco Simone del Pozzo 1547

Martino de’ Muraltis              1548

Tullio de’ Albonesi                1549

Francesco Scipione del Pozzo 1550

Alessandro de’ Piolis             1551

Federico Massini                    1551

Pietro Ansi                             1551

Andrea de’ Zerbis                  1553

Vincenzo de’ Caballi             1554

Giovanni de’ Rodulfis           1554

Cesare Lampugnani               1555

Giovanni Battista de’ Advocatis 1556

Antonio Maria de Calloso      1557

Matteo de’ Previde Rosamarina 1558

Marco de’ Cicalini                 1558

Pietro Paolo de’ Cattaneo      1559

..lacuna fino al                        1562

Silvio Resta                            1562

Pietro Francesco de’ Casase  1563

Gian Giacomo Araldi             1564

Ottoboni Fossati                    1564

Guarnirei de’ Lignani             1565

Cristoforo Visconti                1565

Giorgio Visconti                    1565

Gio Jacopo Toscano               1566

Cesare Lampugnani               1567

Giuseppe Garroni                   1569

Francesco de’ Tinti                1569

Antonio de’ Bulchis               1570

Alfonso de’ Palaresji              1570

Giuseppe Garroni                   1570

Bartolomeo Brasche               1570

Giovanni Lambertenghi         1571

Alfonso de’ Palaresji              1572

..lacuna fino al                        1577

Gian Paolo Casati                  1578

Camillo Catie                         1578

Giuseppe de’ Blanchi             1579

Fabrizio Vistarini                   1580

Giovan Battista Castani         1581

Andrea Massa                        1582

Luidi de’ Motijs                     1583

…lacuna fino al                      1589

Ottavio Simoneta                   1590

Giovan Battista Brippii          1590

Giacomo Lanzavecchi            1591

Ambrogio Marinoni               1591

Alfonso Ossorij de’ Chinara  1591

Giacomo Comasino                1593

Francesco Visconti                 1594

Giovanni Battista Bosii          1594

Marziano de’ Torniellis          1594

Antonio Ayale                       1598

Antonio Gutierrez de Oblanca 1600

Gaspare Bordus                     1601

Antimonio Ayale                   1601

…lacuna fino al                      1608

Giovanni Lacchini                  1609

Marco Ferrari                         1609

Gain Francesco Moratori       1610

Giangiacomo Ranerius           1611

Giovanni Lacchini                  1612

..lacuna fino al                        1625

Antonio Tornelli                     1625

Orazio Campani                     1625

Antonio de’ Bastici                1626

Antonio Maria Ricci              1626

Antonio de’ Bastici                1627

Antonio Maria Ricci              1628

Antonio de’ Bastici                1629

Vincenzo Zanicotti                1630

Scipione Cavallo                    1630

Giovanni Nigroni                   1631

Alberto de’ Cannibis              1632

Giovanni Mendoze                1633

Giovanni Battista Castiglione 1634

Giovanni Mendoze                1634

Giovanni Battista Castiglione            1635

Francesco Arneriy                  1635

Carlo Mirabili                         1636

Gerolamo Casati                    1636

Carlo Mirabili                         1637

Antonio Bastici                      1638

Francesco Poni Albamirani    1638

Giovanni Battista Castiglione 1639

Alessandro Nicola Guastarini 1641

Francesco Sartirana                1642

Giovanni Carate Olasso         1643

Francesco Sartirana                1645

Antonio Fabrizio Guaschi      1645

Agostino Predosso                 1645

Giuseppe de’ Arce Cabrera    1646

Antonio Cassani                     1646

Carlo Clerici                           1647

Alessandro Fontana               1647

Alessandro Sinibardi Bordi   1648

Carlo Corij                             1649

Giovanni Battista Goldoni     1650

Ambrogio de’ Blancis            1653

Don Roderici Reyero

de’Pennaroyus                       1654

Carlo Francesco Galli             1656

Alonsi de’ Hevredia               1656

Giovanni Balbi                       1657

Giovanni Battista Morselli     1658

Giovanni Battista Barlotti      1658

Giacinto Celada Bulgarini     1659

Carlo Francesco Fontana       1662

Giovanni Battista Rasoi         1664

Francesco Balduini                1666

Giacinto Celada Bulgarini     1668

Antonio Cittadini                   1670

Alessandro Terzaghi              1672

Paolo Clusiani                        1674

Bartolomeo Rossoni               1676

Giovanni Battista Laude        1677

Pietro Ciconee                        1679

Angelo Meriggia                    1680

Giovanni Battista Belcredi    1684

Massimiliano Moroni             1685

…lacuna fino al                      1689

Giulio Cesare Vicomescati     1690

Diamantis Marinoni               1690

Francesco Brunoris                1696

Gerardo Antonio Vicci          1698

Pietro Giorgio Gentili            1700

Ercole Arborio Gattinara       1702

Giovanni Barbavara               1704

Arenzo Beneche                     1706

Tomaso Arcecabieve              1707

Ercole Arborio Gattinara       1708

Alessandro Antonio Sardi     1712

Giulio Cesare Beretta             1714

Alessandro Antonio Sardi     1716

Paolo Salier                            1720

Antonio Casellis                     1722

Ignazio Raverta                      1724

Giuseppe Raffaellis                1725

Giovanni Maria Aliprandi      1727

Francesco Alarij                     1730

Pietro Begetti                        1733

Pompeo Frambille                  1735

Paolo Antonio Pestagalli        1736

Federico Ferrari                      1738

Eugenio della Fluente                        1738

Francesco Ignazio Besotius   1739

Giacomo Maria Arrigoni        1740

Francesco Moros d’Alcala     1742

Michele de’ Villata                1743

Giovanni Maria Ratti             1745

Giovanni Battista Pusteria     1749

Giovanni Battista Ajmo         1755

Giovanni Battista Barletti      1758

Ajone Pavia                            1760

Giuseppe Barili                      1764

Antonio Preverino                  1765

Gianfrancesco Portaluppi       1771

Ambrogio Mola                      1772


 

1776 – 1926: il periodo dei sindaci

Pio Silvia                                1776

Bisio Bernardi Biffignandi    1776

Francesco. B. Biffignandi      1776

Giovanni Domenico Pisani    1777

Pietro Giorgio Brambilla        1777

Giovanni Battista Morselli     1778

Francesco Contardini             1778

Antonio Fusi                          1779

Pio Silva Bosio                       1779

Paolo Antonio Fassina           1780

Carlo Merula                          1780

Giovanni Merula                    1781

Domenico Pisani                    1781

Ambrogio Mantegazza           1782

Antonio Biffignandi              1782

Pietro Giorgio Brambilla        1782

Antonio Fusi                          1783

Giovanni Battista Morselli     1783

Ambrogio Scotti                    1784

Francesco Contadini              1784

Paolo Antonio Fascina           1785

Ambrogio Monti                    1785

Tomaso Cotta Morandini       1786

Carlo Merula                          1786

Andrea Tornagli                     1787

Pietro Giorgio Bambilla         1787

Giuseppe Silva                       1788

Ambrogio Mantegazza           1788

Ambrogio Scotti                    1789

Giovanni Battista Morselli     1789

Paolo Antonio Fascina           1790

Francesco Contardini             1790

Tomaso Cotta Morandini       1791

Matteo Vandone                    1791

Giuseppe Ferrari                     1792

Giovanni Bellotti                   1792

Giacomo Fusi                         1793

Antonio Biffignandi              1793

Andrea Tornago                     1794

Pietro Giorgio Brambilla        1794

Ambrogio Scotti                    1795

Ambrogio Mantegazza           1795

Paolo Fassina                         1796

Francesco Contardini             1796

Andrea Cotta Morandini       1797

Giovanni Ferrari                     1797

Andrea Morselli                     1798

Antonio Portaluppi                1798

Giacomo Semper                    1799

Ambrogio Scotti                    1800

Antonio Fusi                          1800

Giovanni Della Croce            1801

Tomaso Cotta Morandini       1801

Matteo Vandone                    1802

Tomaso Cotta Morandini       1802

Giovanni Battista Vandone   1802

Giovanni Battista Morselli     1802

Ambrogio Scotti                    1802

Antonio Fusi                          1802

Giovanni Battista Vandone   1802

Giovanni Della Croce            1802

Vincenzo Deomini                 1802

Giulio Modanino                    1803

Giovanni Della Croce            1804

Giuseppe Fusi                        1804

Vincenzo Deomini                 1804

Degatti                                               1804

Andrea Tornaghi                    1804

Giulio Mondasino                  1804

Bernardino Della Croce         1804

Andrea Tornaghi                    1805

Pietro Morselli                        1805

Giorgio Bianchi                      1805

Giovanni Battista Pisani        1805

Giovanni Maria Pozzi            1805

Giovanni Battista Vandone   1805

Pietro Bianchi                        1806

Antonio Fusi                          1806

Giuseppe Biffignandi            1806

Antonio Fusi                          1806

Pietro Morselli                        1806

Giuseppe Biffignandi            1806

Giovanni Battista Vandone   1814

Giuseppe Persani                    1815

Giuseppe Biffignandi            1819

Giovanni Della Croce            1821

Giuseppe Priora                      1823

Giuseppe Persani                    1823

Giuseppe Priora                      1823

Giuseppe Persani                    1823

Giuseppe Priora                      1823

Paolo Gusberti                       1825

Giuseppe Sassi                       1830

Marcello Saporiti                    1831

Giovanni Battista Morselli     1834

Paolo Gusberti                       1836

Giovanni Battista Vandone   1841

Domenico Pisani                    1844

Giuseppe Priora                      1846

Stefano Colli Cantone           1850

Luigi Ferrari Trecate              1858

Andrea Sacchetti                   1857

Luigi Ferrari Trecate              1858

Andrea Sacchetti                   1859

Davide Campari                     1859

Giuseppe Antonio Casale      1859

Giuseppe Ferrari Trecate        1860

Carlo Debenedetti                  1864

Pierluigi Bretti                        1865

..nessun sindaco fino al          1888

Pietro Ferrari Trecate             1889

Giovanni Battista Robutti      1895

Cesare Vandone                     !897

Giovanni Battista Robutti      1899

Ulisse Marazzani                    1902

Giovanni Vidari                     1903

Emilio Ferrari- Comm. Pref.  1903

Ulisse Marazzani                    1904

Paolo Niggi – Comm. Pref.    1910

Luigi Zanetti                          1911

Carlo Alberto Cazzani           1914

Roberto Picchioni – Comm. Pref. 1919

Camillo Bialetti                      1920

Pietro Lotti – Comm. Pref.    1922

Pietro Giulini – Comm. Pref. 1922

Gino Corti                              1923

Rocco Invernizzi – Comm. Pref.       1923

Michele Fortunato- Comm. Pref.       1924

Beniamino Maselli – Comm. Pref.     1924

Carlo Alberto Cazzani           1924

Domenico Campanelli            . Comm. Pref. 1925

Giuseppe Scotti                      1926

1926 – 1945

Il periodo dei Podestà

 

Giuseppe Scotti                      1926

Mario Gianoli                         1936

Giuseppe Cobianchi .- Comm. Pref.  1940

Defendente Meda – Comm. Pref.      1940

Carlo Zanetti – Comm. Pref.                         1940

Gerolamo Speciale – Comm. Pref.    1940

Giuseppe Maselli – Comm. Pref.       1943

Ettore Stangalino – Comm. Ref.       1943

 

Dal 1945: il ritorno dei sindaci

 

Francesco Garbarino              25.4.1945

Attilio Bonomi                       25.4.1946

Paolo Morselli            30.8.1950

Ernesto Boselli                       27.5.1951

Francesco Soliano                  27.5.1956

Pietro Piazza                          9.1.1958

Corasmino Maretti                 29.12.1960

Franco Pozzi                          26.1.1965

Francesco Mognaschi – Comm. Pref.            16.5.1965

Gastone Veronese                  4.2.1966

Mario Zaccone                       22.6.1968

Ermanno Nobile                     12.2.1969

Franco Pozzi                          27.5.1969 


Pagine secondarie (1): 01 pag.2 La Storia economica
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